Montagna: azzurri pronti a sfidare il mondo

14 Settembre 2018

Nella rassegna iridata di sola salita, domenica 16 settembre a Canillo (Andorra), in gara 16 atleti italiani: tra gli uomini i gemelli Dematteis e Puppi, al femminile la maratoneta Quaglia


 

Appuntamento sulle cime iridate. Domenica 16 settembre a Canillo, nel Principato di Andorra, è il giorno dei Campionati Mondiali di corsa in montagna per 16 azzurri, 8 uomini e 8 donne. Presenti tutte e quattro le formazioni al completo: seniores e under 20, in ambedue i settori. La squadra italiana viene da una delle imprese più belle della storia, in una specialità comunque ricca di tradizione, grazie alla tripletta maschile negli Europei di inizio luglio a Skopje, in Macedonia. Qui però ci sarà da fare i conti con uno scenario globale sempre più competitivo: nella scorsa edizione di Premana, per la prima volta, l’Africa ha centrato l’en plein di titoli individuali. E poi, come avviene negli anni pari, la rassegna iridata si svolge su un percorso di sola salita, meno congeniale agli azzurri rispetto alle pendenze miste. In ogni caso il team italiano schiera il campione europeo in carica Bernard Dematteis insieme al gemello Martin Dematteis, bronzo continentale, e a Francesco Puppi, oro iridato delle lunghe distanze nella passata stagione. Tra le donne al via una squadra profondamente rinnovata con un nome di spicco come quello di Emma Quaglia, maratoneta che quest’anno ha scelto di dedicarsi alla corsa sui sentieri. Nelle prove giovanili attenzione soprattutto al femminile sulla campionessa europea under 20 Angela Mattevi, mentre il bronzo juniores Giovanni Rossi è in gara al maschile.

UOMINI (partenza ore 11.00) - Per entrambe le sfide senior, individuale e a squadre, si conferma favorita l’Uganda che ha dominato l’ultima edizione disputata in Italia, a Premana, monopolizzando il podio. Difende il titolo Victor Kiplangat ma dovrà respingere l’assalto dei connazionali Joel Ayeko, argento un anno fa, e Jacob Kiplimo, campione mondiale under 20 di corsa campestre, oltre che di Robert Chemonges, maratoneta da 2h10:32. L’Italia punta ancora una volta sul talento e sulla carica agonistica dei gemelli piemontesi, formidabili protagonisti anche ai recenti Europei con Bernard Dematteis (Corrintime) al terzo oro della carriera e il bronzo di Martin Dematteis (Corrintime), per la quarta volta sul podio continentale. Entrambi sono cresciuti di forma durante le ultime settimane di raduno in quota a Sestriere. Anche la rassegna iridata presenta quest’anno altezze davvero significative: si parte a 1515 metri per arrivare a 2430, con 1028 metri di dislivello positivo e 117 al negativo, su una lunghezza di 11,933 chilometri. Nelle ultime gare ha dato ottimi segnali di condizione Francesco Puppi (Atl. Valle Brembana), quarto alla Sierre-Zinal prima di arrivare secondo e migliore degli azzurri al Memorial Partigiani Stellina di Susa. Il 23enne Nadir Cavagna (Atl. Valle Brembana) è invece al debutto in Nazionale assoluta, dopo una serie di notevoli risultati da junior fino al quarto posto nei Mondiali del 2014. Con la gara tricolore di Tavagnasco, chiusa in terza posizione, si è fatto preferire agli altri contendenti tra cui il vicecampione continentale Cesare Maestri, invece sono out per infortunio due big come Xavier Chevrier e Alex Baldaccini, nella scorsa stagione rispettivamente oro europeo e vincitore in Coppa del Mondo. Tante le nazioni pretendenti al podio, con l’Italia argento uscente: dagli Stati Uniti dell’ex iridato Joe Gray e Andy Wacker, alla Norvegia di Johan Bugge, senza trascurare Francia, Messico e anche il Kenya. L’ultima medaglia azzurra individuale, in questa gara negli anni pari, risale invece al ’98 con Antonio Molinari. Il percorso ha un tratto impegnativo nella prima parte, mosso e tecnico, mentre quello più in pendenza è nel finale.

DONNE (partenza ore 10.00) - A un anno di distanza, è cambiato tutto nella squadra italiana. Nessuna delle atlete che hanno vinto l’argento per team a Premana sarà al via in questa edizione, la numero 34 della rassegna iridata.

Basta questo per inquadrare il particolare momento della specialità al femminile, tra assenze per motivi lieti (in dolce attesa Alice Gaggi e Sara Bottarelli) e altri meno graditi (l’infortunio di Valentina Belotti). Tornano in gara due azzurre degli Europei a cominciare da Emma Quaglia (Cambiaso Risso Running Team Genova), che al suo debutto nel team di corsa in montagna si è piazzata quindicesima, affiancata di nuovo da Gloria Giudici (Freezone), quattro posizioni più dietro in quell’occasione e cresciuta in salita. Poi un ritorno con Elisa Sortini (Atl. Alta Valtellina), quattro anni dopo gli Europei di Gap, e una matricola in Nazionale assoluta, la 23enne studentessa di lettere classiche Erica Ghelfi (Vittorio Alfieri Asti), classe ’95 come l’altro debuttante Cavagna al maschile. Nella scorsa stagione hanno vinto le donne degli Stati Uniti, ma proverà a tornare sul gradino più alto del podio la Gran Bretagna di Emmie Collinge, del bronzo uscente Sarah Tunstall e di quello europeo Emma Gould, con fondate ambizioni anche per la Francia che presenta Anais Sabrié, argento a Skopje, e Adeline Roche, iridata di trail nel 2017 a Badia Prataglia. In chiave individuale, fari puntati sull’austriaca Andrea Mayr che ha vinto le ultime sei edizioni di sola salita, la svizzera campionessa continentale Maude Mathys e la keniana Lucy Wambui Murigi, oro mondiale in carica. Proprio il Kenya avrà una squadra completa al femminile e anche questa è una novità.

UNDER 20 (partenza ore 9.15 donne, ore 10.00 uomini) - Nel settore giovanile, è l’anno delle donne per l’Italia. Agli Europei le azzurrine hanno conquistato il primo oro della storia per una squadra under 20 femminile, con la vittoria individuale di Angela Mattevi (Atl. Valle di Cembra). La non ancora 18enne trentina scende in gara da campionessa continentale, ma attenzione alla ritrovata Alessia Scaini (Atl. Saluzzo) che è stata quarta a Skopje. Di nuovo in Nazionale anche Gaia Colli (Apd Pont-Saint-Martin), bellunese di nascita e residente in Valle d’Aosta, bronzo mondiale con la squadra a Premana nonostante una caduta, mentre Linda Palumbo (Atl. Clarina Trentino) quest’anno ha indossato l’azzurro nella rassegna iridata su pista di Tampere, sui 3000 siepi. Ai nastri di partenza la campionessa in carica, l’ugandese Risper Chebet, mentre c’è curiosità per il ritorno tra i sentieri della tedesca Lisa Oed, che nel 2017 all’oro europeo della montagna ha abbinato quello delle siepi a Grosseto. Il percorso misura 7,349 km (dislivello positivo 576 metri, negativo 117) per salire da 1941 a 2430 metri. In campo maschile c’è il bronzo continentale Giovanni Rossi (Lanzada), reduce però da un fastidio fisico, mentre è annunciato in buone condizioni Isacco Costa (Gs Quantin Alpenplus) che si è aggiudicato la prova under 20 dello Stellina davanti a Dionigi Gianola (Premana) e Alessandro Mello Rella (Atl. Saluzzo). L’ugandese Oscar Chelimo va in caccia del bis, individuale e anche a squadre. Si gareggia in un territorio a vocazione sportiva: tra pochi mesi la stazione andorrana di Soldeu ospiterà le finali di Coppa del Mondo di sci alpino. E alla vigilia dei Mondiali, sabato 15 settembre, toccherà alla penultima tappa della Vuelta di ciclismo.

VERSO IL SUPER MONDIALE - Al via atleti di 40 nazioni per l’ultima volta di un Mondiale sotto il solo marchio WMRA. Dalla prossima stagione ci sarà anche quello IAAF, in attesa della svolta epocale annunciata per il 2021. L’inizio di una nuova era: in quell’anno si svolgerà la prima edizione della rassegna unificata di montagna e trail, a cadenza biennale, come risultato della collaborazione tra IAAF, WMRA e ITRA per portare tutte le forme della corsa sotto un’unica entità.

Luca Cassai

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Angela Mattevi (foto Courthoud)


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